SITI RADIOATTIVI Il governo stanzi i soldi per le bonifiche Zardini: «Molti casi in Veneto. Lega e 5 Stelle sono indifferenti»
«Il governo deve sbloccare immediatamente i fondi per la bonifica dei siti radioattivi del Veneto». Il deputato veronese Diego Zardini, ha firmato un’interpellanza presentata dalla deputata del Partito democratico Chiara Braga, ricordando come l’inchiesta di alcuni organi di informazione abbia portato alla luce una serie pratiche che dagli anni Ottanta a oggi hanno contaminato decine di siti produttivi con Cesio 137, Radio 226 e Cobalto 60.
Questi elementi sono arrivati quasi sempre dall’Europa dell’Est, nascosti in involucri di piombo infilati dentro i camion di rottami, in modo da sfuggire ai controlli e poi fusi in fonderie e acciaierie lombarde e venete. Una volta finiti nei forni hanno contaminato gli impianti di abbattimento fumi, le polveri, i lingotti di acciaio e di alluminio.
In Veneto sono noti i casi delle Acciaierie Venete di Sarezzo, dove nel 2007 sono stati fusi rottami contaminati arrivati dall’area del Caspio e dall’Ucraina; dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona dove 100 tonnellate di materiale sanitario venne contaminato da aghi di Radio 226. Più inquietante l’episodio del 2004 verificatosi alle Acciaierie Beltrame di Vicenza: il materiale radioattivo era arrivato dalla Italrecuperi di Pozzuoli specializzata nella raccolta di materiale ferroso, che a sua volta lo aveva acquistato da una ditta statunitense di Cincinnati (Ohio), la Ohmart, produttrice dell’isotopo per usi industriali. Il copione è sempre lo stesso: fonte radioattiva nel forno, contaminazione, sequestro, stoccaggio e anni d’attesa per capire il da farsi.
Con la legge Bilancio del 2018 il Governo Gentiloni ha stanziato 15 milioni per la messa in sicurezza dei siti a bassa radioattività. Nel febbraio 2018 la Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha concluso e approvato due relazioni puntuali sul tema dei rifiuti radioattivi legate sia alla loro produzione in attività sanitaria e sia alla questione traffico transfrontaliero di rifiuti in cui il predetto fenomeno veniva ampiamente descritto.
«Il governo Lega – 5 Stelle non sembra molto interessato alla questione», accusa Zardini. «Non ha mai risposto alle interrogazioni e non risulta alcun provvedimento per risanare le aree contaminate e salvaguardare la salute dei cittadini».